Malformazioni Linfatiche - Trattamento


7.3.1 trattamento conservativo
Le forme tronculari caratterizzate da edema degli arti traggono beneficio dalla terapia con linfodrenaggio e con bendaggi. Utile l’adozione di presidi elastici per contenere l’edema. (137, 138, 139)

Nei linfedemi congeniti la terapia
conservativa
(contenzione elastica, linfodrenaggi,
sostanze drenanti )
può ottenere discreti risultati  
 
   
Anche in caso di complicanze
flogistico-infettive
(linfangioma microcistico della lingua)
 terapie non convenzionali
(omeopatiche e/o omotossicologiche)
possono risultare assai efficaci
 
   


7.3.2 Chirurgia
Nelle forme tronculari con ipo – aplasia dei collettori prossimali e dilatazione di quelli distali è possibile una chirurgia di shunt linfo-venoso (134) e di trapianto linfatico (140)
Sempre nelle forme tronculari in presenza di reflusso sia linfatico che chiloso risulta importante la legatura dei collettori linfatici insufficienti (141). Nelle forme di reflusso di chilo negli arti o chilorrea genitale è possibile effettuare la legatura dei vasi chiliferi incriminati mediante approccio retroperitonerale e dopo aver reso visibili i punti di reflusso facendo ingerire al paziente 60 g di burro e panna montata 4 opre prima dell’intervento (143) La stessa tecnica può essere impiegata nel chilpoeritoneo. (141).
La procedura è eseguibile anche con tecnica laparoscopica (142). Tecnica alternativa in quest’ultima patologia è l’impianto di uno shunt peritoneo-giugulare tipo Denver (144, 145).
Nel chilotorace può essere effettuata la pleurodesi chirurgica con escissione della pleura parietale e drenaggio prolungato.
La chirurgia trova anche indicazione nelle forme cistiche, soprattutto in quelle localizzate in cui l’exeresi può essere eseguita senza esiti esteticamente deturpanti (136) La massima radicalità è necessaria per la prevenzione delle recidive a distanza (146)

Due esempi di linfangiomi cistici del collo operati con successo
   
   

Spesso tali malformazioni assumono aspetti devastanti.
Possono coinvolgere strutture vitali profonde infiltrandole
   
   


7.3.3 Scleroterapia
La scleroterapia consente di ottenere risultati soddisfacenti nel trattamento delle malformazioni linfatiche, con una notevole riduzione dell’invasività e dei rischi. La scleroterapia diretta dei linfatici o vasi chiliferi retroperitoneali mediante puntura percutanea TAC o RM guidata è stata descritta in alcuni casi di chiloperitoneo; tecnica analoga è stata tentata anche nel chilotorace (147)
Nei linfangiomi tissutali si può praticare la sclerosi percutanea con polidocanolo. Nei linfangiomi cistici è consigliabile eseguire la scleroembolizzazione con etanolo (148, 149) (o ethibloc o picibanil) preferibilmente su guida contrastografica, mediante una linfografia per puntura diretta (150)
L’iniezione dell’agente sclerosante dev’essere sempre seguita da un’adeguata compressione selettiva loco-regionale, in particolar modo nelle forme lacunari di grosse dimensioni (147, 148).

7.3.4 Altre terapie
Il trattamento con laser CO2 e Nd-Yag (151, 152) e la radiofrequenza (153) possono essere utilizzati per le forme microcistiche
superficiali con buoni risultati
"La scleroterapia e la chirurgia possono essere ragionevolmente impiegate in maniera alternativa nel trattamento delle malformazioni linfatiche, in rapporto all’esperienza personale.
In essere vantaggioso il ricorso ad una terapia combinata, associando procedure chirurgiche e scleroterapiche per ottenere migliori risultati funzionali ed estetici. LDP V, FDR B "


La scleroterapia è indicata in molti casi giudicati inoperabili
È più efficace nelle forme macrocistiche