Premesse anatomiche e fisiopatologiche - Sindrome dello Stretto Toracico
Premesse anatomiche e fisiopatologiche
Queste possono essere rappresentate da una costa sovrannumeraria (costa cervicale) o da una mega-apofisi della VII vertebra cervicale o infine da legamenti o da muscoli anomali.
Si tende a considerare tali anomalie congenite fattori predisponenti più che fattori causali assoluti dal momento che clinicamente la sindrome dello stretto toracico è decisamente più rara rispetto alla relativa frequenza di tali anomalie. Nell’ambito della popolazione infatti tali anomalie hanno un’incidenza nell’ordine dello 0,6-5 %, ma soltanto il 5-35% dei soggetti portatori di queste risultano sintomatici per TOS.
A scatenare i sintomi concorrono diverse condizioni acquisite quali l’ipertrofia o la contrattura degli scaleni e di altri muscoli cervicali e toracici come il succlavio ed il piccolo pettorale. A riprova di tale meccanismo patogenetico la ricorrenza nell’anamnesi di eventi traumatici (colpo di frusta) o una attività ginnica o sportiva squilibrata. Le flebiti della vena ascellare cosiddette “da sforzo” dei giocatori di basket o degli addetti ai lavori pesanti sono quasi sempre complicanze da sindrome dello stretto toracico latente.
In altri casi l’insorgenza della sintomatologia avviene in modo subdolo per atteggiamenti viziati di postura. Si tratta spesso di giovani donne longilinee asteniche (alla Modigliani) con caduta delle spalle in avanti.
In tutti i casi si verifica un innalzamento della prima costa rispetto alla clavicola con la conseguente creazione di un meccanismo a forbice fra queste due ossa (pinza costo-clavicolare).
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n
nFattori
occupazionali
(lavoro
sedentario/
Atteggiamento
viziato)
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Traumi
(colpo di frusta/traumi ripetuti/sforzi ripetuti in iperabduzione) |
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