Il trattamento conservativo: la fisiochinesiterapia - Sindrome dello Stretto Toracico



Il trattamento conservativo: la fisiochinesiterapia

Nelle forme con sintomatologia lieve e sfumata, nelle forme non complicate da lesioni arteriose e tromboemboliche periferiche, sussiste l’indicazione ad un trattamento fisiochinesiterapico almeno in prima istanza.

Il trattamento conservativo ha buone probabilità di successo quando l’insorgenza della sintomatologia è recente e soprattutto nei casi in cui un evento traumatico e la conseguente contrattura della muscolatura sia stato il fattore scatenante. In queste circostanze massoterapia e farmaci miorilassanti possono essere assai efficaci.
Il trattamento fisiochinesiterapico ha per scopo il riequilibrio del sinergismo muscolatura anteriore e posteriore del torace. Si basa su esercizi da un lato atti ad allargare la pinza costo-clavicolare e dall’altro atti a rinforzare la muscolatura posteriore “d’apertura” (gran dorsale, romboide ed elevatore della scapola). La terapia conservativa va continuata per 3-6 mesi: in caso di fallimento l’intervento chirurgico diventa indispensabile.

Nei casi complicati (trombosi venosa del segmento axillo-succlavio o embolizzazioni distali) la procedura chirurgica deve essere subito considerata. La strategia terapeutica più razionale nel caso di trombosi venosa prevede dapprima un trattamento trombolitico, seguito a breve termine dall’intervento chirurgico decompressivo.

n
nRinforzare:
mm. trapezio,
elevatore
della scapola,
sternocleidomastoideo
   
 
Rilassare:
mm. scaleno medio,
succlavio,
pettorali
 
   



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