Quali esami ed indagini effettuare - Sindrome dello Stretto Toracico


Quali esami ed indagini effettuare

Incominciamo dalle manovre semeiologiche. Diciamo subito che la “classica” manovra di Adson (scomparsa del polso radiale con la rotazione in iperestensione del capo dal lato offeso in inspirazione forzata), ben nota a tutti i medici e studenti, è in realtà poco significativa data l’elevata frequenza dei falsi negativi. Più utile, ma gravata da falsi positivi, la manovra di Wright (scomparsa del polso radiale in abduzione forzata dell’arto). Decisamente più affidabile è il test ideato da Roos, noto come EAST (Elevated Arm Stress Test): con le braccia sollevate a 90° e le palme rivolte in fuori si invita il paziente ad aprire e chiudere ritmicamente i pugni. Tale esercizio provoca significativamente l’insorgenza dei sintomi principali (parestesie ed affaticamento dell’arto dal lato interessato).


n
- EAST (Elevated Arm Stress Test- Surrender)
    movimenti di apertura e
chiusura del pugno a  braccia sollevate :
rapido
affaticamento dal lato
interessato e comparsa
di parestesie alla mano
(formicolii)


 

Una radiografia del collo è sempre raccomandabile (per la identificazione di eventuali coste cervicali o mega-apofisi; l’ecocolordoppler (con manovre dinamiche) è utile per documentare la compressione sul versante arterioso, mentre la compressione intermittente su quello venoso è più facilmente documentabile con una flebografia dinamica o con una angio-Tac.

 




Anomalie ossee congenite
(megapofisi o costa cervicale sovrannumeraria)
o acquisite
(esiti fratture clavicola)
   
L’angioTC multistrato con acquisizioni in 3D
permette di evidenziare la compressione
sull’arteria succlavia
da parte di una costa cervicale

La Tac è poi utile per escludere nei casi dubbi patologie discali. All’arteriografia bisogna ricorrere solo in casi di sospetta lesione arteriosa (aneurisma) o di relative complicanze trombo-emboliche periferche. Infine gli esami elettromiografici e la registrazione dei potenziali evocati: sono utili per escludere altre sedi di compressione nervosa come nel caso della sindrome del tunnel carpale (che in alcuni casi si associa alla sindrome dello stretto toracico).


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