Malformazioni Venose - Diagnosi



6.2.1 Orientamento diagnostico
L’esame clinico può essere un elemento guida iniziale ma non è sufficiente per una diagnosi precisa della malformazione, dato che non vi sono segni clinici sicuri che confermino da soli la diagnosi. E’ quindi fondamentale un adeguato studio strumentale e con diagnostica per immagini per ottenere un quadro preciso del difetto emodinamici nel paziente. Scopo del iter diagnostico è riconoscere sede, estensione, rapporti ed effetti secondari della malformazione.

6.2.2 Radiografia diretta
La radiografia diretta, nella sua semplicità può fornire importanti dati utili per la diagnosi. La radiografia comparativa degli arti in ortostatismo consente di evidenziare chiaramente una dismetria. Esami dettagliati di singole ossa permettono di valutare le modificazioni strutturali e possono anche far sospettare localizzazioni intraossee. I segni secondari tipici delle malformazioni venose sono i fleboliti, ben visibili all’esame rx in bianco.

6.2.3 Ecocolordoppler
L’ecocolordoppler rappresenta un esame preliminare, utile per studiare l’estensione della malformazione, la pervietà e la continenza dei sistemi venosi superficiale e profondo, la morfologia e la funzionalità delle valvole venose, e per escludere la presenza di fistole artero-venose

6.2.4 Angioscintigrafia
L’utilizzo della medicina nucleare per uno studio di base delle MV è stato proposto da alcuni autori. La angioscintigrafia è un esame semplice e poco invasivo che consente di evidenziare la sede ed estensione delle malformazioni venose e distinguerle da quelle artero-venose.

6.2.5 Flebografia
Nonostante i nuovi mezzi diagnostici (angio RMN e angio CT) la flebografia rimane ancora un importante metodo di studio della malformazione vascolare. L’esame consente una visualizzazione dinamica del flusso venoso, implementato da specifiche manovre, come il Valsalva o la contrazione muscolare del polpaccio. E’ possibile effettuare una flebografia in fase ascendente, discendente o per puntura diretta. La fase ascendente esplora la pervietà e la conformazione dei principali assi venosi, evidenziando con grande accuratezza diagnostica la presenza di eventuali ipo-aplasie. La fase discendente indaga la continenza valvolare dimostrando un’eventuale insufficienza venosa primaria e stabilendone il grado in base all’opacizzazione in via reflua del circolo profondo. La flebografia per puntura diretta è imprescindibile per uno studio emodinamico selettivo di vene malformate di tipo lacunare o di vene embrionarie, che possono in tal modo essere visualizzate in tutto il loro decorso fino alla confluenza. Tale procedura è utile anche per il monitoraggio intraoperatorio della scleroembolizzazione delle MV
La flebografia rimane una importante tecnica diagnostica nello studio delle MV LDP V , FDR B

6.2.6 Arteriografia
La arteriografia non è utile perché evidenzia con difficoltà e solo nelle fasi tardive i laghi venosi.
L’arteriografia non è di alcuna utilità nelle MV e dovrebbe pertanto essere evitata. LDP V, FDR D

6.2.7 Risonanza magnetica (RM) e Tomografia computerizzata (TC)
La RM consente di definire in maniera più accurata l’estensione della malformazione e i suoi rapporti anatomici con organi interni e strutture muscolo-scheletriche, soprattutto nelle localizzazioni profonde.
La TAC, pur utile strmento diagnostico, è meno preciso perché le immagini non sono specifiche per MV
Nelle MV e’ raccomandabile l’applicazione di un protocollo diagnostico rigoroso che includa le seguenti indagini strumentali: rx diretta, ecocolordoppler, risonanza magnetica (RM), flebografia. LDP V , FDR A




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