Il trattamento chirurgico: quale e per quale via - Sindrome dello Stretto Toracico



Il trattamento chirurgico: quale e per quale via

Da alcuni anni l’intervento di resezione della I costa ha soppiantato il più semplice intervento di resezione del muscolo scaleno anteriore (scalenotomia) dimostratosi spesso insufficiente e gravato da un’alta percentuale di recidive.

Le vie di accesso per l’esecuzione della resezione costale sono fondamentalmente due: la via sovraclaveare e la via ascellare.

La via sovraclaveare è ovviamente preferibile nei casi di costa cervicale o megapofisi e comunque quando la sintomatologia sia dominata da sintomi neurologici da compressione-irritazione del plesso brachiale. Per tale via di accesso è possibile dominare il plesso (ed eseguire una neurolisi dello stesso) e nel contempo dominare l’arteria succlavia (e procedere ad una sua ricostruzione nei rari casi di lesioni ostruttive o aneurismatiche). Per contro per tale via la resezione della prima costa è piuttosto difficoltosa e limitata al suo segmento posteriore.

Nei casi in cui i sintomi siano prevalentemente venosi (nei quali sia necessario asportare il segmento anteriore della I costa) la via di accesso ascellare è sicuramente vantaggiosa: consente infatti di liberare la vena dalla pinza costo-clavicolare nella quale è per così dire intrappolata. Questa via di accesso è inoltre vantaggiosa dal punto di vista estetico, essendo la cicatrice confinata nel cavo ascellare. La resezione per questa via (proposta da Roos nel 1965) richiede però notevole esperienza da parte del chirurgo, una strumentazione particolare e buoni mezzi di illuminazione, infatti l’intervento prevede la creazione di una sorta di tunnel ristretto e profondo per arrivare alle strutture anatomiche interessate con l’arto mantenuto sollevato.

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nResezione della I costa
per via ascellare
   
 
Resezione della I costa
pera sovraclaveare
 
   
Algoritmo diagnostico-terapeutico  



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